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hated *loading* times


17/01/2009
 
it's a shame but you've only yourself to blame

cito versi che dovresti ben conoscere. e questo succede mentre il signor last.fm mi spiattella in faccia il mio ultimo anno di vita con un pezzo dei dead kennedys. olè.

il discorso non è esserne consapevoli.
e nemmeno esserlo stati.
la consapevolezza non è moneta corrente accettata quando si tratta di salvarsi il culo. è carta straccia, come tutto il resto.
per salvarsi, è necessario attivarsi, essere operativi, settare la mente verso ciò che deve ancora succedere e mettersi alle spalle ciò che già è accaduto. mi rendo conto: non è affatto semplice.
ma è l'unica possibilità che abbiamo.
l'unico modo per tornare a vivere.

l'altra sera ho visto un mediocre film nel quale il principe di Bel Air pronunciava la seguente battuta (più o meno... prendetela con beneficio d'inventario)

- dire "te l'avevo detto" non rende bene l'idea.

ipse dixit.


icequeen said | 02:08 | commenti


22/12/2008
 

i hear the sound of sirens, it's the sound of violence


oggi ho visto un corto su QOOB. nella trama, un ragazzo cinese sognava di scappar via dalla Cina e dal lavoro noioso e senza prospettive di commesso in un negozio. sceglie di far scegliere il destino. anche questa dopotutto è una scelta. allora fa girare un mappamondo e, ad occhi chiusi, punta il dito bloccando la sua corsa sull'Irlanda. il fato ha deciso. su un atlante legge : lingua ufficiale - gaelico. corre in biblioteca e si fa prestare una grammatica di gaelico. sei mesi dopo è a Dublino per cercare lavoro, ma lì scopre la triste realtà: in Irlanda parlano tutti inglese e nessuno lo capisce. ma non preoccupatevi: l'happy ending è dietro l'angolo. in un pub un vecchio capisce ciò che dice ed il corto si conclude con il ragazzo cinese che serve pinte di birra in un localino della ridente campagna irlandese. 


contrariamente a quanto esposto qualche riga più sotto, pare che ci siano ottime ragioni per chiamare,  questo posto 'casa'.


 

icequeen said | 00:07 | commenti


19/12/2008
 
what we do is secret

eccoci all'annuale appuntamento con l'eterno ritorno.
a casa s'intende.
anche se chiamare 'casa' qualcosa che vedo per una manciata di giorni l'anno, i più convulsi e contorti tra l'altro, mi pare un evidente segno di dissociazione mentale.
non so neanche perchè ogni volta che sono qui, in questa cosiddetta 'casa', e ho un attimo di tregua dai doveri familiari, piaga tremenda di questi giorni, un attimo per me, intendo, ecco io finisca sempre per aprire questa cazzo di paginetta e scriverci su a random.

certo è che rispetto alla mia vita negli ultimi sei mesi, questo posto è la reggia di Versailles (oh oh, mi sto avventurando in territori pericolosi...).
non c'è nulla da fare: certe comodità, questi agi, tutti i comfort che la vita occidentale può offrirti, non sono non dico apprezzati, ma nemmeno notati, fin quando, per un buon lasso di tempo, non ti succede di vivere senza.
è solo allora che ci si rende conto che l'irrinunciabilità dei 'nostri' privilegi, l'indispensabilità dei 'nostri' stilemi di vita è solo una condizione mentale.
che ci porterà alla rovina.

ora vado a farmi un bagno come si deve, a patto che mi ricordi come si fa.

icequeen said | 01:34 | commenti


20/09/2007
 
Catastrophe keeps us together.

We're the architects of the world,

and we're taking it all apart.

Do you think we can go on forever

when the architects of the war

are handing out the swords?


icequeen said | 14:35 | commenti (2)


19/09/2007
 

il ragazzotto che gestisce questo internet cafè a North Shore, Sydney non è il tipico computer nerd che ti aspetteresti.
sembra piuttosto una comparsa di Pointbreak.

ok, tanto per cominciare, ecco che precipito miseramente nel luogo comune tutto italiano - e di una certa italia, sottolineerei - del gioco delle somiglianze/differenze.
dai dati in mio possesso, risulta che anche l'Australia è un po' come la Sardegna, solo che è più grossa.
pecore - sì, 120 milioni.
deserti - grossi come nazioni asiatiche.
incendi - copiosi e per tutto l'anno.
toh, ci sono anche gli aborigeni, ma con mille dialetti.
ah, vabbè, ma ad Alghero mica ci sono gli squali ed il surf si fa quasi solo con la vela.
comunque spero di riuscire a surfare un po', per vedere se in questi 2 anni di starbucks, vodka e patate ho perso la capacità di stare in equilibrio sulla tavola.
 
pare che mi tratterrò poco qui, giusto il tempo necessario per ambientarmi in questa specie di fine inverno, che sembra una primavera e che prima o poi non capirò più un cazzo delle stagioni che sto vivendo.
in tutti i sensi.

ma.

in virtù delle capacità divinatorie e degli skills divini a me concessi, posso persino volgere lo sguardo verso Gomorra, senza timore di pietrificarmi.
ed ecco che scorgo lui:

l'uomo che alla fine lo prende sempre nel culo.
come già esposto nelle precedenti puntate, io ho un debole nei confronti di chi alla fine lo prende sempre nel culo. chiamiamola empatia o come volete voi, sta di fatto che anche stavolta mi tocca fare da spalla su cui piangere.

però.

è vero: non è colpa tua se ti trovi costantemente "ad avere a che fare con persone di merda" (ipse dixit, e mi sa che il club ha registrato un aumento deciso delle tesserate, ultimamente), ma se ci rifletti un secondo, davvero basta un solo secondo, su COME tutto è iniziato, ti puoi anche rendere conto che era assolutamente OVVIO che finisse così.
ovvero: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

è quasi mezzanotte.
l'internet cafè sta per chiudere ed il ragazzotto - che per la cronaca si chiama Shaun - mi chiede se mi va di farci una birra insieme al Canberra Inn qua dietro l'angolo, dopo la chiusura.

magari sì, ma prima ho ancora un'email da scrivere.


icequeen said | 15:29 | commenti


04/09/2007
 
non è insonnia.

è che Heroes è una cagata pazzesca.

ad ogni modo, niente di meglio che leggere un po' di referrers prima di abbandonarsi tra le braccia di morfeo:

tatuaggio sciarelli (sticazzi! non sapevo fosse tatuata. si vede che non vado più spesso dal coiffeur)

cesare cremonini alfonso signorini (ti stai addentrando nel lato oscuro: beware!)

LE PHYSIQUE DU ROLE significa (significa me. non l'avevi ancora capito ?)

essere superiori ignorare le provocazioni (eh, tu mi sa che sei capitato/a nel posto sbagliato, al momento sbagliato)

PORNO TURBO (eh già. il motore immobile di internet)

and the winner is:

insonnia estiva


applausi.



 
icequeen said | 02:09 | commenti


27/08/2007
 
quanto potenziale sprecato.
e dire che la massimizzazione dell'utile dovresti sapere bene cos'è e come ottenerla.
invece sei come la spesa pubblica: una voragine di debiti senza fondo e, quel ch'è peggio, improduttiva.
sterile.
un intricato labirinto di ragionamenti fini a se stessi, che non portano da nessuna parte.
nessuna via d'uscita.

talvolta è bello perdersi.

ma bisogna arrivare ad una cazzo di uscita, una buona volta.

icequeen said | 23:44 | commenti


21/08/2007
 
lentamente anche questo luogo di perdizione in cui ho la sventura di svernare (inverno australe è sottinteso, giacchè nella mia vita ormai faccio riferimento sempre e solo all'altro emisfero) si svuota.
lentamente comincia l'esodo degli abitanti, imposti è bene sottolinearlo, di sodoma che non riescono a guardarsi indietro per paura di rimanere pietrificati.
lentamente le strade si riempiono di polvere e i muri e gl'intonaci iniziano a sgretolarsi, come il make-up di una vecchia battona che torna a casa dopo una nottata di duro lavoro.

un giorno vorrei davvero camminare per le stradine di questa città.
correre per il centro storico.
saltellare sui bastioni, tra i cannoni aragonesi e le aiuole con le palme. 
e fare slalom tra le persone, ormai ridotte ad esercito di terracotta.

saveyourscene è l'epitome dell'alienazione che ha portato internet all'interno della cosidetta scena hc.
un circo demenziale che si tiene in piedi grazie al paradosso di essere l'esatto contrario di ciò che vorrebbe essere.
ed ovviamente, e tristemente, non potevo non farne parte.
 
icequeen said | 23:20 | commenti


18/12/2006
 
X-MAS

il ritorno alla patria natale per natale è un obbligo morale ineludibile.
non so perchè, ma questo legame atavico che mi lega all'isola di merda, sopito in sonno letargico durante il resto dell'anno, in questo periodo diventa pulsione bipolare da impiego massiccio di psicofarmaci. 
come si può odiare a tal punto un ambiente (qualcuno direbbe "environment"... ) eppure non riuscire a farne a meno ?

ammetto di non saperlo, ma è lacerante.

ad ogni modo, mi dicono che questo dicembre sarà più lungo del previsto.
e c'è ragione di credere che sarà meglio dell'anno scorso - e di due anni fa.
madonna non va neppure a cagare senza il suo spiritual advisor esperto di cabbalah pagato quanto un manager Telecom ? ebbene... sticazzi.
io non ho bisogno della cabbalah.
io sono la mia consigliera spirituale più avanti che ci sia.
e so già ciò che sta per accadere.

ti ho osservato, da lontano.
conosco tutte le tue mosse e ciò che ti ha portato fin qui.
è tutto scritto.
ora deve solo accadere l'inevitabile.

la parole sono davvero non necessarie.
possono solo danneggiare.
icequeen said | 12:47 | commenti (1)


25/09/2006
 
angelus errare.

ma sì.
niente male davvero, l'estate in spiaggia.
anche se non ricordavo il mare di alghero pullulasse talmente tanto di celenterati.
ma mi piace credere che una colonia di questi organismi dal sistema nervoso più elementare che ci sia,  abbia deciso di raggiungermi, e di attendere qui il mio ritorno.
Ulisse aveva Argo, io dei simpatici animaletti trasparenti e mucillaginosi.
e bidimensionali.


ma sì.
lo so che se riapro il blog dovrò pure scriverci.
ma capitemi, è passata davvero troppa acqua sotto i ponti in questi anni, riprendere il filo del discorso è troppo impegnativo. persino per una faccia di merda come me.
ad esempio: guardate un po' qua a sinistra.
più che un elenco di links sembrerebbe un bollettino di necrologie.


ma sì.
mi diverte osservarti da lontano.
mi diverte analizzare il tuo divertimento.
la tua autorealizzazione, la materializzazione di tutto ciò per cui hai sempre lottato e che hai sempre fortemente voluto.
in fondo sono persino contenta per te.
ma c'è qualcosa che non torna.
osservo il tuo trovarti così a tuo agio eppure così palesemente fuori posto.
fuori tempo.
mi chiedo come ci si senta ad interpretare l'eterno ragazzino.
soprattutto come tu riesca a vederti, adesso.
"con gli occhi degli altri".
icequeen said | 21:25 | commenti (1)


12/07/2006
 
the long hot summer

ho l'impressione sarà una lunga estate torrida, questa.
e credo io abbia impellente bisogno di un consistente corso di aggiornamento riguardo i recenti sviluppi.

adesso vado al mare, poi si vedrà.

icequeen said | 17:04 | commenti (3)


23/12/2004
 
togliamo il disturbo.

stasera parto e mi vado ad isolare nei pressi dell'unica foresta vergine rimasta in europa.
devo metter più distanza possibile tra me e questo sfacelo, gli anni-luce come ordine di grandezza.
qualche libro, diversi cd ed un caminetto a farmi compagnia.
nessun mezzo di comunicazione.
tornerò quando tutto questo sarà finito.

e spero di non trovarti ancora in quello stato.











icequeen said | 15:08 | commenti


15/12/2004
 
sabato scorso è stato proprio un delirio collettivo.
coriandoli, costumi imbarazzanti, situazioni al limite del grottesco.
in pratica, un carnevale.
non mi era mai capitato di assistere ad un concerto rock nel quale componente femminile superasse il 50% degli astanti (accorsi stavolta in quantità inverosimile).
non mi era mai capitato neanche che l'aria fosse talmente satura di estrogeni (direttamente da ipofisi, ipotalamo e ovaie, veicolati dal sudore che sublimava attraverso i completini) da coprire il fumo dei tabagisti.
probabilmente se avessi visto i motley crue nel 1986, avrei ora un termine di paragone valido per uno spettacolo del genere e sarei meno esterrefatta.
ma a parte queste amene considerazioni, in fin dei conti è stato persino divertente.
il prossimo sabato vengono gli arsenico e si dovrebbe tornare alla normalità.

e ci sarebbe da aggiungere giusto un altro paio di considerazioni.
ma non ho voglia adesso.
aspetterò di essermi calmata un po'.
 













icequeen said | 18:59 | commenti (2)


08/12/2004
 
dicembre si snoda attraverso una serie di banali serate passate in compagnia di evitabili persone, in evitabili luoghi di ritrovo, con inevitabile desiderio di infilarsi sotto le coperte quanto prima.

l'altra sera ho visto i the rippers.
non male, davvero, se non fosse che non è il caso di tirarsela così tanto per aver fatto un paio di date fuori ed aver diviso il palco con gli spocchiosi principini dell'underground (indie e non) italiano (e non).
ho una particolare avversione per questo tipo di atteggiamenti: venite dalla mauritania, cercate di non dimenticarlo.

questo weekend invece ci sarà l'Evento: vengono i vanilla sky.
sarà l'occasione per tastare il polso alla nascente scena delle fotologgers tutte hellokitty e emilythestrange, e farsi delle grasse risate.

ah, condoglianze.
scusate, ora devo andare a sboccare.

icequeen said | 09:42 | commenti (11)


02/12/2004
 
"a napoli sono troppo fuori. si danno fuoco alle dita dei piedi co...con i sandali, cioè quelli lì son fuuooori..."

poco fa ho rivisto la puntata di cirignolo sui "giovani che si danno fuoco alle dita dei piedi", che avevo registrato.
da antologia.

alla fine si è laureato anche lui.
giacomo mi ha invitata alla sua festa, sabato prossimo.
non che io sia naturalmente incline alla mondanità locale, ma in nome di una vecchia amicizia e di diversi anni passati tra i banchi scolastici, ho accettato di parteciparvi. conscia che le mie espressioni facciali spazieranno in un range che va dal "disgustorama" al "perplessa con sconforto", sino al "sarcasmo a mitra spianato".

ieri sono uscita per comprargli un regalo.
dopo giorni passati a vagliare ipotesi avveniristiche la scelta è caduta su di un banale pallone da basket.
giacomo è un cestista dilettante, credo che apprezzerà.
bottegaio dall'occhiolino facile: "lo provi, lo provi. sente che grip"
occhialuta dai modi ieratici: "se giocassi a basket, potrei darle una mia valutazione in merito. per adesso le dico che mi piace il colore".
un rosso mattone un po' più brillante del solito.
ce n'era anche uno più stravagante, nero con le scritte glow in the dark, ma ho pensato attirasse troppo l'attenzione.

ma bravo.
vedo che hai tradito la tua ferrea coerenza solo per qualche giorno.
l'imperativo isolazionista ha prevalso.
non ti smentisci mai.

icequeen said | 14:42 | commenti (2)


22/11/2004
 
dei tre, era lui quello più che colpiva la mia immaginazione.
e sono circa sedici anni che continua ad esercitare su di me un certo fascino.

ricordo che ne avevo su per giù tredici, di anni, quando convinsi la mia vicina di banco ad accompagnarmi al cinema per assistere al suo debutto cinematografico.
le dicevo:
"guarda che il tuo adorato jovanotti (- quell'inutile pirla - dicevo tra me e me), non sarebbe nessuno se non avesse preso esempio dai beastie boys."
il che aveva pure un fondo di verità, scoprii più tardi, ma già allora mi dilettavo nella peculiare abilità di distorcere a mio piacere la realtà per  infinocchiare il prossimo a mio vantaggio.
[ora invece la realtà la distorco solo per infinocchiare me stessa, che stile, tsk]

un film niente affatto male, considerate le premesse; anche se con un finale un po' posticcio, ma che volete... la trama non era di alcun interesse per me in quel momento.

ho rivisto i beastie boys la settimana scorsa, e sembra che il tempo si sia fermato.
la stessa musica, le stesse movenze, le stessa facce.
sempre uguali a se stessi, eppure sempre cool.
i ramones del nuovo millennio.



















icequeen said | 17:01 | commenti (2)


17/11/2004
 
ieri notte un incubo agghiacciante:

mentre guardavo in tv un video degli hives, che facevano la cover di "jump in the fire" dei metallica, suonata come se fosse un pezzo dei rapture, bussava alla mia porta Arvi, l'ineffabile finnico che ho lasciato mesi or sono sulle ridenti (si fa per dire, vista la sequela di tifoni) spiagge del pacifico.
apro la porta e rimango senza parole.
indossava una divisa militare verde scuro completamente sgualcita, una fascia rossa in testa e si teneva, con una mano, un lembo di casacca su di una ferita all'addome, lembo ormai completamente intriso di sangue.
senza guardarmi in faccia mi dice:
- "turn that fucking tv off, i'm bleeding dry".
rimango immobilizzata dalla visione.

mai più peperoni e platoon per cena.
mai più.

icequeen said | 14:53 | commenti (6)


11/11/2004
 

e nel controllare la posta elettronica non posso che rallegrarmi, una volta tanto, per quanto vi ho letto.

la concreta possibilità di poter avere a che fare con una Persona (con la P maiuscola) che stimo oltremodo, di poter lavorare insieme in quello che considero il mio mondo ideale, con gente che come lui, crede in ciò che fa e si da fare per questo, è sicuramente avvincente.

ci sto pensando, questo è certo, perchè di ostacoli ce ne sono e ce ne saranno.

ma questa mano tesa verso di me vale più delle mille parole d'affetto e considerazione che mi son dovuta sorbire ultimamente.

e merita un ringraziamento speciale.

icequeen said | 14:38 | commenti (2)
 


la stoica visione, l'altra sera,  dello speciale dedicato dall'insetto alla solenne euro-trombatura del nostro colonnello buttiglione (alle grandi manovre, aggiungerei) mi ha ispirato una email di solidarietà a questo personaggio per la sua (e dei suoi complici) meritoria attività di inceneritore di chiese (seppure ammetto che, quelle norvegesi, almeno architettonicamente, abbiano un loro perchè).
meritoria attività che dovrebbe esser praticata globalmente fino ad assurgere allo status di disciplina olimpica, secondo il mio intimo e modesto sentire.


no, non fraintendermi.
io so perfettamente quanto tutto ciò sia stato inutile.
e conosco con esattezza micrometrica l'ammontare di compassione che può scaturire da ciò che è stato da me scritto e soprattutto detto.
perchè l'ho misurato con lo stesso metro che ho utilizzato per te. 
e potremmo andare avanti all'infinito, con questa commedia del rimpiattino, rinfacciandoci a vicenda, di continuo, la nostra incapacità di imparare a vivere.
serve a qualcosa tutto ciò ? ovviamente, no.
il problema non è sapere esattamente quando si arriverà al punto focale.
il problema è tentare di arrivarci vivi.  
 














icequeen said | 12:58 | commenti (1)


02/11/2004
 

ieri sera, rovistando in soffitta, ho ritrovato un diario risalente alla mia prima media.
avevo dieci anni e compilavo statistiche sulla componente maschile della mia classe.
essa era suddivisa in :
> n.8 unità di ossessionati dal calcio (praticanti e non) e relative rappresentazioni iconografiche,
> n.5 unità di invasati nerds con il sega megadrive (i più evoluti avevano anche il commodore amiga ma non sapevano usarlo, se non come console di videogiochi),
> n.2 unità di bulletti disadattati con familiari in carcere e/o tossicodipendenti,
> n.1 psicopatico ripetente che si divertiva a terrorizzare/incuriosire la parte più sensibile della componente femminile della mia classe mostrando a sorpresa ritagli di giornaletti porno (caballero, turbo) con vasto impiego di transessuali impegnati in avveniristiche copulazioni più o meno simulate con abbondante spargimento di liquidi organici.

il mio unico interesse verso di loro era puramente statistico.
una sorta di osservatorio permanente sulle loro evoluzioni comportamentali.
li trovavo noiosi e stupidi. prevedibili.
anche perchè avevo già scovato il mio perfetto ideale di partner
emozionale/sessuale.

lady oscar, lo conoscete tutti no ?
cioè, c'è questa qui, un po' mascolina e dai modi velatamente lesbo che, divenuta ufficiale della guardia reale e votata alla difesa personale della regina antonietta, alla fine si riscopre donna e si invaghisce di un conte svedese, senza essersi mai accorta dell'amore platonico e silente del suo amico d'infanzia e "uomo ombra" Andrè.
ecco Andrè, era lui il mio ideale.
perchè era ovvio dall'inizio che se l'avrebbe preso bellamente nel culo.
infatti, quand'anche nelle ultime puntate, lady oscar si rende conto di ciò che ha sempre provato il caro Andrè, e decide che in fondo sarebbe anche ora di ricambiare, ecco, proprio in quel momento, lui muore nel tentativo di salvarla.
simpatico il destino vero ?
la vicenda mi è rimasta talmente impressa che ho finito per coltivare una passione particolare per gli Andrè di turno.
quelli che alla fine se lo prendono nel culo.

a questo proposito aggiungo:
sarebbe ora di levare quel cazzo di monoscopio, che non è affatto divertente.
anche se capisco che non voleva esserlo affatto.























icequeen said | 17:39 | commenti (2)


26/10/2004
 

pieno agosto a fine ottobre, quasi novembre.
le spiagge gremite di bagnanti, il vociare, la sabbia, il lungomare popolato dai miei concittadini intenti in barbariche usanze.
tipo la consumazione degli echinodermi, pescati e mangiati vivi.
una tradizione qui: bottiglie di vermentino ghiacciato, ceste di pane da un lato, ceste di ricci di mare dall'altro e piccolo temperino con il quale incidere il rigido guscio dell'animale per accedere alle succulente lingue rossastre interne.
una tradizione che mi ha visto sempre latitare e per la quale cederei volentieri la cittadinanza.

il lunedì sera, a casa di mia madre, non mancano mai una puntata di "chi l'ha visto ?".
non esiste film in prima serata che tenga, il programma, ormai più che decennale, di raitre, domina incontrastato il tubo catodico a gestione matriarcale.
e non potrebbe essere altrimenti: la funzione consolatoria del mezzo televisivo, che mostra, senza cesura alcuna, senza nessun filtro, lo stato pietoso delle famiglie italiane più sfortunate, trova in "chi l'ha visto ?" il proprio invincibile alfiere.
in poche parole: mia madre lo guarda per sentirsi meglio, per poter dire: "oh beh, c'è sempre qualcuno che sta peggio di me/noi".

ma "chi l'ha visto ?" non è più quello di una volta.
è la conduzione di federica sciarelli che lascia un po' perplessi.
iperprofessionale, estremamente precisa, ma asettica e con partecipazione emotiva pari a zero.
addio ai lucciconi materni della poggi e al pathos della raffai, la sciarelli procede spedita con passo marziale e attitudine da consumato primario di chirurgia.
in fondo, perchè biasimarla ? è una giornalista e l'esposizione dei fatti, per lei, ha importanza prioritaria.
la nuda e cruda cronaca.

ma diciamo pure che è andata un po' oltre: i tre quarti del programma infatti erano occupati da servizi particolareggiati su persone già decedute.
tanto che mia madre ad un certo punto ha commentato : "dovrebbero chiamarlo chi l'ha morto".
la venditrice porta a porta trovata morta in campania, e soprattutto la vicenda delle "bestie di satana", alla sciarelli non importa un cazzo del dolore delle famiglie coinvolte. lei vuole il fatto, il particolare giornalistico.
e pensandoci bene, meglio questo stile da obitorio che l'ipocrita messinscena del "caso umano" in diretta tv.
























icequeen said | 16:55 | commenti (1)


16/10/2004
 
stasera rispolveriamo le hip hop roots e andiamo a vedere colle der fomento.
con l'umore, però, di assistere ad un'esibizione di fabri fibra, l'unico capace di creare una fedele rappresentazione auditiva del mio stato d'animo, in questo preciso istante.

divagazioni (reprise)

"la mala educacion" è un po' un film del cazzo.
ma va visto.


icequeen said | 09:52 | commenti


13/10/2004
 

pearls before swines.
l'epiteto campeggia ancora, nonostante la patina di polvere e muffa che lo ricopre completamente.
non che ne abbia avuto a patire più di tanto, anche perchè, è chiaro, non è mai stata una questione di potenza di fuoco nell'inutile escalation del conflitto, quanto piuttosto una scelta di tempo.      
ma ogni tanto è opportuno rivisitare i luoghi della memoria.
per cercare in ciò che è stato una soluzione possibile a ciò che ora è presente ?
per evitare di ricadere nell'errore e sapere dove tracciare sul terreno netto il sentiero della felicità ?
per scavare una bella fossa e ricoprire il tutto con terra fresca e fare "spat, spat" con la vanghetta ricompattando il terreno ?
niente di tutto ciò.
lo si fa per sport, per puro entertainment, in definitiva, perchè non si ha un cazzo di meglio da fare.  

"c'è del dolore, qui" come ho sentito ieri a zelig.
mentre giorgia di trl prosegue la linea evolutiva che ha portato la figa di legno ad inglobare l'attributo: "simpatica" impersonandone l'ovvia materializzazione.
sto divagando, volutamente.
 












icequeen said | 16:25 | commenti


11/10/2004
 

il parentado, com'era logico supporre, non lascia che le proprie pretese attendano ancora per molto.
la disponibilità della sottoscritta, ormai svincolata da impegni, viene nuovamente precettata per il solito ruolo di assistente all'infanzia che tanto successo ebbe la primavera scorsa. e questa volta il servizio viene esteso oltre i confini del vincolo di sangue, nei terreni malfermi delle amicizie strette e correllate.
ieri pomeriggio è stato il turno di G.

G. è un bimbo davvero atipico: ha appena sei anni eppure parla con una proprietà di linguaggio ed una sicurezza nella forma lessicale che sono fuori dalla norma per uno della sua età. composto (e soprattutto educato), mai sopra le righe e dotato di una notevole sensibilità nei confronti degli altri, è proprio un piacere averci a che fare.
ma la madre, amica intima della mia, è molto preoccupata.
G. non riesce ad andare a letto, la notte, se non lucida con il panno imbevuto di pril tutte le maniglie della casa (porte, finestre, armadi inclusi).
G. si lava le mani con il sapone di marsiglia un minimo di dieci volte al giorno (quando non va a scuola, perchè lì la maestra ha segnalato che lo fa per lo meno ogni ora).

"ehi, è già la terza volta stasera che vai a lavarti le mani... come mai ?"
"i microbi... devo uccidere tutti i microbi. tu non li vedi, ma ci sono, e sono tantissimi."
si guarda le mani con espressione disgustata e scappa in bagno.

la dispensa della cucina è piena di confezioni di merendine aperte. G. colleziona i roteò, ma rifiuta nettamente brioches industriali e affini: nel suo zainetto vuole solo un piccolo panino con fette di pomodoro che lui stesso ha lavato e preparato con cura.
mi ha raccontato che una volta un suo compagno di scuola gli ha mostrato una merendina vecchia di mesi ormai ammuffita nella sua confezione trasparente.
mi ha detto:
"hai capito ? i microbi li mettono quelli della fabbrica che le fanno. all'inizio non li vedi, ma ci sono e loro vogliono avvelenarci."



















icequeen said | 10:45 | commenti (1)


07/10/2004
 
oh, cielo, sei così profondo.

hai la risposta pronta (e soprattutto dotta) a qualsiasi interrogativo ti venga posto.
e dove gli altri arrancano disperati alla ricerca di plausibili giustificazioni, tu hai sempre in tasca quella pronta all'uso.
anzi all' usa e getta (se mi si passa la frecciatina ironica).
ma al di là delle parole spese a piene mani, senza economia (...nonostante le tue origini, e mi si passi la seconda frecciatina), non posso che concordare con te sulla uniformità modulare dei destini.

ma laddove tu avevi facoltà di scelta e potevi operare in autonomia, a me non hai lasciato spazio.
il tuo modulo si è sovrapposto al mio, plasmandolo.
il bambino capriccioso vuole a tutti i costi forzare la formina all'interno dello stampo non corrispondente.
perchè è così che ha deciso.

spogliati per un momento dalle tue dotte elucubrazioni, ora io voglio solo sapere perchè. 
  














icequeen said | 08:56 | commenti (2)


04/10/2004
 

a spezzare la solita routine, che per il momento può anche starmi bene, ci ha pensato paolo.
paolo è il mio cocchiere ufficiale, uno che non si è tirato mai indietro quando si trattava di accompagnare la regina all'evento musicale del momento, nonostante nel suo petto villoso batta un cuore di banale passatista hard-rocker anni '70 che mal si concilia con i sofisticati ed esigenti gusti della sottoscritta.
il suo discutibile tatuaggio sull'avambraccio sinistro, che dovrebbe rappresentare un serpente arrotolato, ma suggerisce piuttosto imbarazzanti paragoni fecali, lo rende un bersaglio fin troppo facile della mia spietata ironia.
ma io, a paolo, ci voglio bene lo stesso.
e mi piace quando dice che sono una "capricciosa snob del cazzo", perchè lo dice con affetto ed un briciolo di tenerezza, che, in questo preciso momento, sono per me valuta pregiata.

il festival è organizzato secondo il modello sagra paesana: il mio cavaliere è piuttosto scettico vista la scarsità degli astanti, ma io lo tranquillizzo: "si riempirà di bifolchi, vedrai". per fortuna la mia previsione si è rivelata clamorosamente errata: poche decine di persone in uno spazio che ne poteva contenere un migliaio circa.
tralascio gli acidi commenti sulla triste pletora di bands locali assoldate per rimpolpare la scaletta: quando anche i cloni dei korn hanno terminato il loro set tiriamo un sospiro di sollievo e ci dirigiamo in zona bar per il meritato ristoro. poteva andarci peggio, ma, diocane, non esiste davvero niente di meglio dei korn da poter copiare oggigiorno ?
ed ecco che sale sul palco l'oggetto della mia curiosità: un dispiego di magliettine attillate finto vintage, ciuffetti ad hoc, truckers à la page, centimetri di boxer attentamente calcolati che spuntano sopra jeans tenuti insieme da improbabili cinghie leopardate e catenelle di varia foggia e misura. l'apoteosi dell'orpello da poseurs.
quasi un'ora di soundcheck, con il fido paolo che, più per disperazione e frustrazione che per elefantiasi dello scroto, vaneggiava di sequestrarli e di recidere loro le orecchie da spedire via posta prima di rimandarli indietro nella capitale.
dicevo, un'ora di soundcheck e poi quattro pezzi quattro, per il totale di un quarto d'ora scarso di musica.
che poi, musica... in realtà si è trattato di mero smerigliamento di coglioni powered by dillinger escape plan wannabes. o come li ha bollati paolo: "dream theater dell'hc meets ballo di san vito & cocaina".

mi ha sorpreso la tua assenza. sorpreso ed un po' deluso, giacchè credevo di poterti dare, viva voce, un'altrettanto "calorosa" risposta.

PS: hey, non hai certo bisogno delle mie parole d'incoraggiamento, ma non mi va di sentirti così. perchè non lo meriti.
 

















icequeen said | 10:57 | commenti (1)


01/10/2004
 

pare che la sottoscritta abbia levato le tende giusto in tempo per evitare l'ennesimo tifone (ho peso il conto ormai) che si è abbattuto nel sud est asiatico.
a questo proposito le e-mail che mi ha spedito hiromi sono desolanti.

ma l'argomento del giorno è la liberazione delle due "sequestrate" in iraq.
ammetto che ho seguito a distanza la vicenda: una distanza non solo fisica, ma anche intellettuale.
non sono minimamente riuscita a provare empatia per queste due arrampicatrici, travestite da idealiste progressiste della domenica.
e qui mi preme sottolineare come feltri, ferrara e belpietro li vedrei volentieri su di un bel trenino diretto in siberia senza fermate intermedie, destinazione gulag, per cui evitate strumentalizzazioni di schieramento politico.
chi ha avuto un minimo di esperienza diretta (ma anche indiretta, basterebbe solo ricordare le facce) di sequestri, sa che i prigionieri (soprattutto se donne) non vengono fuori dal luogo di detenzione come se tornassero da una vacanza in costa smeralda spesate di tutto.
non c'è stato nessun sequestro.
è stato un affare nel quale, alla fine, ci hanno guadagnato tutti e non ha perso nessuno: i cosidetti "sequestratori" iraqeni con il loro bel gruzzoletto, il governo italiano che ha investito i soldi in pubblicità per i due spottoni così abilmente diretti (quello con scelli è da antologia), due poveri stronzi che si autodefiniscono opposizione convinti di poter fare le pulci al governo per la vicenda, le due crocerossine (ben pagate però, perchè c'è chi fa a gara per beccare un posto in iraq presso una ong) e che torneranno lì protette da una guarnigione di carabinieri armati fino ai denti in assetto "tempesta nel deserto".

e il discorso potrebbe spingersi più in là.
questa negazione della fattispecie, non è solo la negazione del fatto in sè , ma l'affermazione che ciò che ne deriva (polemiche, prese di posizione, strumentalizzazione e quant'altro) è tutto ciò che ci rimane, tutto ciò che conta per davvero.
alla fine a nessuno sarebbe fregato un cazzo delle teste delle due simone (a parte forse i loro i cari), almeno fino a quando ci sarebbe stato materiale per imbastirci su il solito castello di retoriche stronzate postume.
















icequeen said | 10:56 | commenti


29/09/2004
 
rientrata ed accolta con tutti gli onori del caso.
ed in questo includiamo i festeggiamenti accompagnati dai manicaretti immancabili, gli abbracci dei parenti vicini e lontani, gli amici che ti chiamano a casa e vogliono sapere tutto, quelli che ti invitano ad uscire per poterti esibire al cenone di turno nel weekend. 

insomma si ritorna alla solita routine. e forse ce n'era pure bisogno, dopo tre mesi di lontananza a 10300 km. 


ti ringrazio, sai.
quel "io voglio che tu sappia" è stato il benvenuto più "caloroso" che io potessi ricevere.

 








icequeen said | 18:33 | commenti


25/09/2004
 
è venuta l'ora di levare le tende da qui.
letteralmente.
giacchè di un'estate di tifoni, tempeste tropicali, fortunali e intemperie varie ne ho pieni i coglioni.
...ops, scusate il francesismo.

lavorare come una negra con questo clima, poi è il massimo.
la continua minaccia di evacuazione delle strutture che ci ospitano, i marines divertenti come loculi scoperchiati, compagne di stanza che nei miei sogni annegano tra i flutti: è ora di darci un taglio netto a tutto questo.

le valigie mi aspettano.
buonanotte.
 











icequeen said | 01:13 | commenti (2)


03/06/2004
 


dimenticate lost in translation e tutti quegli sguardi mezzo divertiti mezzo annoiati molto turista americano del cazzo, dimenticate Roppongi e tutte le leggende metropolitane che vi girano intorno, dimenticate le rumorose sale da pachinko.
c'è solo il silenzio.
hiroshima memorial park.

abbiamo sepolto l'ascia di guerra, ed è meglio così.
si chiude il capitolo ed è un peccato non aprirne un altro, sicuramente migliore, purtroppo.
ma qui c'è impellente necessità di scatole di "forget" 20 mg in confezione da dodici.
una al giorno per 120 giorni.
preferibilmente lontano dai pasti ed è altamente sconsigliata la contemporanea assunzione di alcool.
ripetere la cura, se necessario.


avverto del fastidio: me ne dispiaccio e me ne compiaccio.
ma non ti preoccupare, non c'erano secondi fini, nessun intento nascosto, nessun criptorchidismo da far passare subdolamente attraverso l'etere.
no embedded messages.
niente che non fosse già chiaro e lampante dall'inizio.

è ora di calare il sipario.

perchè in fondo.

era tutto cosi chiaro.
si sapeva come sarebbe finita, no?















icequeen said | 22:59 | commenti